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MILANO – Al Teatro di Slow food, in Expo Milano 2015, si è tenuto un incontro con la vincitrice del Premio Speciale Slow Food Terra Madre X Concorso Lingua Madre. All’appuntamento sono intervenute, la vincitrice Leila Khalil e Daniela Finocchi, ideatrice del Concorso Letterario nazionale Lingua Madre e Ambassador di Women for Expo. Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre, dedicato alle donne straniere – anche di seconda e terza generazione – residenti in Italia, è stato fondato da Daniela Finocchi nel 2005. Vede il sostegno del Salone Internazionale del Libro di Torino e della Regione Piemonte, inoltre gode del patrocinio da parte di Expo Milano 2015 e di WE Women for Expo, il grande network di donne da tutto il mondo nato per rendere sostenibile ovunque la propria condizione femminile. 

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 Le due donne hanno discusso di tradizioni, piatti, ricorrenze e rituali legati al cibo e alla sua preparazione, temi protagonisti del racconto di Leila – Ricordi congelati – con cui la giovane ragazza di origini libanesi ha vinto il premio che ogni anno Slow Food assegna al racconto che maggiormente s’ispira alle tematiche legate al cibo. Ricordi congelati ha vinto il Premio Speciale Slow Food-Terra Madre grazie alla “storia intensa in cui rivive il rapporto e la storia della sua nonna appena mancata, attraverso i cibi che lei preparava e che sono ancora conservati nel freezer”.

 “L’educazone alimentare in tutte le tradizioni del mondo è affidata alle donne – ha affermato Daniela Finocchi -. Sono loro le protagoniste delle pratiche di cura e nutrimento. Le donne custodiscono il sapere in questo campo. Women for Expo è nato proprio per dare voce alle donne su questo argomento. Oggi più che mai il tema è condividere il mondo, perché nessuno può dirsi padrone di ciò che ci circonda. È importante guardare al mondo come un ambiente domestico di cui prendersi cura”. Nata nel 1991, la vincitrice Leila Khalil ha parlato del proprio racconto: “Mia nonna è morta in maniera quasi improvvisa e questo evento mi ha portato a scrivere un racconto su di lei – ha spiegato -.  Ci sono due temi principali nel mio racconto. I kebbeh, un piatto tipico libanese di cui io e mia sorella andavamo pazze. Quando stavamo in Italia, capitava che mio papà andasse a trovare la nonna e ci portasse indietro grandi riserve di kebbeh che noi congelavamo per conservarli. Ho riflettuto molto su un fatto che poi si è verificato: che i kebbeh sarebbero rimasti dopo che mia nonna sarebbe mancata, come se avessimo conservato un ricordo sensoriale. Il secondo tema che tocco è quello della lingua – ha aggiunto – : ho sempre parlato francese con mia nonna, che non è la mia lingua madre e questo mi ha sempre portato a chiedermi cosa ci fossimo dette per anni perché quando non si parla nella propria lingua la comunicazione è meno immediata”. 

24092015

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